Jan 31 2008
Il progresso è regresso
Il progresso è regresso
(si stava meglio quando si stava peggio)
Con questa disamina non ho la pretesa di fare il moralista, tantomeno la presunzione di dare suggerimenti per la soluzione dei problemi lamentati, che mortificano l’Umanità.
Le mie sono soltanto osservazioni, che secondo il proprio bagaglio di esperienze e ricordi del proprio consuntivo esistenziale, mi consentono di osservare che: “si stava meglio quando si stava peggio”. Tale affermazione può sembrare anacronistica ed irriguardosa verso quanti si prodigano per dare un’esistenza migliore.
Purtroppo, è mortificante constatare e leggere che si scoprono nuovi pianeti con l’intento di dare di più agli abitanti del pianeta mentre, giornalmente, lo si distrugge ad opera soltanto dell’uomo, suo ospite.
Perché il progresso è regresso?
Basti osservare i seguenti fatti del viver quotidiano, ed in particolare, mi riferisco a quelli italiani che per alcuni aspetti non sono diversi da quelli della altre nazioni:
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in Italia, già culla di cultura e scienze, si ha poca attenzione per la ricerca e molti dei nostri studiosi sono costretti ad emigrare per la propria affermazione, con conseguenti danni sociali ed offesa all’orgoglio nazionale;
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un tempo garantiti dalla Stato, si era felici della propria esistenza malgrado i persistenti fatti luttuosi causati dai due conflitti mondiali;
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esisteva la sacralità della famiglia ed i genitori venivano riveriti e rispettati mentre, oggi, sono di peso e si fa di tutto per sfruttarli e poi isolarli e, per i più ricchi, segregarli in qualche casa cosiddetta di riposo;
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la donna veniva corteggiata, venerata e protetta, oggi è merce di scambio con abusi di ogni genere;
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il matrimonio era un vincolo indissolubile tra due soggetti di sesso diverso oggi, statisticamente, ogni tre minuti ne finisce uno e si preferisce la convivenza, per scelta e costrizione economica, senza distinzione di sesso;
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nel mondo erano pochi i rifiuti urbani prodotti, oggi la società consumistica non sa più come smaltirli e senza alcun rispetto per la natura e per se stessa li nasconde in terra e in mare inquinando l’intero pianeta, rendendo l’aria irrespirabile, causandone la sua morte;
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la politica un tempo veniva concepita per risolvere i problemi generali, oggi è soltanto fonte di arricchimento dei suoi rappresentanti stupidamente da noi eletti pur non essendo, molto spesso, il meglio della società, anzi il più delle volte sono l’esempio negativo e gli artefici degli stessi mali, quali: la droga, la truffa, l’associazione a delinquere, il furto e quant’altro si conosce della nomenclatura “mafia, camorra, ‘ndrangheta, sacra corona”, ecc.;
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la scuola un tempo maestra di vita, non è neppure una agenzia di servizi perché così vogliono i governanti: più ignoranza esiste e più soggetti costituiscono la loro clientela, così l’Italia spende poco per l’istruzione;
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chi vestiva una divisa e ricopriva una carica a servizio dello Stato per la tutela della collettività veniva rispettato, emulato, stimato, oggi è tollerato, pubblicamente offeso e spesso eliminato perché costituisce l’ostacolo ai propri fini;
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un tempo un contratto veniva stipulato con una stretta di mano, oggi non è più sufficiente la carta bollata e neppure dieci anni di attesa invocando la Magistratura a tutela dei diritti.
L’umanità, a detta dei nostri governanti, era proiettata a debellare la guerra e la scienza doveva servire a migliorare le condizioni umane, al contrario esistono nel mondo: più focolai bellici; più malattie epidemiche; l’aria è sempre più irrespirabile per l’inquinamento e per la sottrazione di ossigeno a causa dei frequenti incendi di boschi; la povertà è in aumento come pure la tratta delle schiave; la prostituzione dilaga; i rifiuti tossici aumentano arricchendo sempre più i preposti commissari allo smaltimento; i ghiacciai si sciolgono e le stagioni cambiano; la terra brucia indifesa e non si fa niente per punire i colpevoli in forma esemplare per scoraggiarli.
A riguardo di quest’ultimo aspetto negativo, causato da perversi interessi, mi chiedo: considerata la frequenza degli incendi, quasi tutti di origine dolosa, limitata nei mesi estivi e quasi sempre negli stessi siti, perché non si assume temporaneamente più personale addetto alla sorveglianza per prevenirli e nell’impossibilità l’utilizzo di unità militari ?
Spiando con idonea attrezzatura gli artificieri dei fuochi, stanandoli preventivamente anziché intervenire a spegnerli quando già estesi, a mio giudizio, si ridurrebbero i costosi danni consequenziali per l’impiego degli onerosi mezzi aerei e di terra e di uomini spesso sacrificati da incidenti, causati da condizioni estreme di intervento (vedi Marina di Camerota ed altri).
Da Bruxelles, arriva il dossier “riscaldamento del pianeta” resi noti gli allarmanti dati della ricerca elaborata da 2500 scienziati di cento paesi, il risultato è : bisogna agire e farlo in fretta per evitare una catastrofe su scala planetaria, riducendo immediatamente le emissioni di gas serra.
Mi domando: i nostri governanti hanno la sensibilità e capacità a dare il proprio contributo per scongiurare questa morte lenta?
Sapranno essere i garanti della nostra esistenza e di quella delle generazioni future?
Io ho qualche perplessità, ma voglio sperare in tempi migliori.
Sapri, 13 settembre 2007
Luciano Ignacchiti
Presidente dell’Associazione storico-culturale
“Sapri 15 agosto 1943”
L’ANGOLO DI LUCIANO
di
Luciano Ignacchiti
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